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Valle dell'Aci


 

Direzione scientifica: IBAM-CNR

Direttore sul campo: Daniele Malfitana, IBAM – CNR

Enti partecipanti: Polo Regionale di Catania per i Siti Culturali, IBAM – CNR

Team: L. Arena, S. Barone, G.Cacciaguerra, L. Carilli, L. Cutroni, L. De Giorgi, A. Di Mauro, G. Fragalà, S. Iachello, M. Indelicato, G. Leucci, A. Mazzaglia, G. Meli, C. Pantellaro, D. Pavone, S. Russo, M.L. Scrofani

Collocazione del sito: Acireale, Aci Catena, Aci Castello, Aci Sant’Antonio, Valverde, Aci Bonaccorsi (CT)

Date dell’attività: 2014-2019

Breve descrizione:

L’area del costituendo Parco conserva un patrimonio unico attraverso il quale è possibile conoscere e fruire la complessità del paesaggio storico e naturalistico dell’area etnea. All’interno di esso, il sito di Santa Venera al Pozzo rappresenta un complesso archeologico, monumentale e  DSC5708 RTambientale di straordinaria importanza. Il sito archeologico si trova immerso in un paesaggio suggestivo plasmato nel corso dei secoli dall’opera incessante della natura e dell’uomo. Nei circa nove ettari di proprietà demaniale, infatti, si trovano una sorgente termale, i resti di un impianto termale di epoca romana, i ruderi di un tempietto romano, un insediamento ellenistico e un’area artigianale tardoantica per la produzione di laterizi e ceramica. Inoltre, nel cuore dell’area archeologica si trova una piccola chiesa dedicata al culto di Santa Venera ed è presente anche un impianto ottocentesco di canalizzazione delle acque irrigue. Infine, dai ruderi di un caseggiato ottocentesco è stato ricavato il moderno Antiquarium che conserva reperti provenienti dagli scavi condotti nell’area archeologica.

L’obiettivo delle indagini condotte dall’IBAM-CNR è quello di realizzare un’ampia e accurata ricognizione archeologica indirizzata all’identificazione di nuove evidenze archeologiche che permettano di articolare una ricostruzione diacronica dell'evoluzione del territorio del Parco. Oltre a questo, il progetto intende fornire validi strumenti di tutela e migliorare il sistema di valorizzazione e fruizione del costituendo Parco attraverso l’aumento delle informazioni sui siti archeologici, culturali e ambientali del territorio.

Le metodologie e gli strumenti impiegati per l’acquisizione e l’elaborazione dei dati comprendono oltre ai classici metodi archeologici (analisi delle fonti e ricerca d’archivio, ricognizione e scavo archeologico, topografia) anche Valle dellAci 04tecnologie come il laser scanner 3D, i metodi geofisici, le analisi archeometriche, i sistemi di telerilevamento e remote sensing, l’uso di piattaforme GIS e Web-GIS. L'uso integrato di queste metodologie permetterà l'acquisizione di nuovi dati sia sull'intera area del parco che sui singoli siti e consentirà una migliore analisi della documentazione a disposizione.

Nel 2017 è iniziata la prima campagna di scavi archeologici che hanno permesso di ampliare le attuali conoscenze del sito relativamente alle fasi ellenistiche e tardoromane.

Tipologia e datazione del sito: strutture e resti della media età del Rame (seconda metà del III millennio a.C.); edifici di età greca databili al IV sec. a.C.; complesso termale e tempietto romano databili tra il I ed i IV secolo d.C.; grande edificio di età ellenistica; complesso industriale di fornaci del IV secolo d.C.; resti di un ospedale medievale del XIII secolo; canali per irrigazione del XIX secolo.

Disponibilità ad accogliere allievi in cantiere: Si. Alle attività possono partecipare allievi dei corsi di Laurea Triennali e Magistrali in Archeologia, delle Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici e dei corsi di Dottorato di Università Italiane e straniere.

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