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Laboratori archeologici congiunti


Lab Archeo-fish

Il laboratorio archeologico congiunto italo-spagnolo “Lab Archeo-fish” ha come obiettivo la ricostruzione, attraverso lo studio delle tracce materiali, dei complessi processi produttivi che in età romana caratterizzarono l’attività di pesca in mare, le successive fasi di lavorazione e stoccaggio, fino alla distribuzione e al consumo alimentare dei prodotti finiti.

In tale specifico ambito di ricerca lo studio delle attività che in età romana portarono allo sfruttamento di alcune specie marine, come i tonni, risulta estremamente importante, nella misura in cui le peculiari abitudini migratorie di tali specie, insieme a processi di lavorazione che, dovendo soddisfare gusti e abitudini alimentari ampiamente diffuse fra le opposte sponde del Mediterraneo, si sono tradotti in impianti di lavorazione con caratteristiche simili e hanno prodotto in certo qual modo tracce materiali ampiamente confrontabili, pur nelle peculiarità determinate dagli specifici contesti geografici.

Il laboratorio archeologico congiunto “Lab Archeo-fish” intende superare alcuni limiti nelle nostre conoscenze attuali sui siti produttivi destinati alla pesca e alla lavorazione del tonno e di altre specie affini, attraverso un’attività di ricerca in cui risulta fondamentale lo studio e il confronto fra due differenti aree produttive, una identificata nel sito dell’antica città di Baelo Claudia, in Spagna, da anni oggetto di attività di scavo e studio da parte del team di ricerca del prof.re Darìo Bernal Casasola dell’Università di Cadice, l’altro in due zone limitrofe, e strettamente connesse, di Portopalo e di Vendicari (Sr), poste lungo le coste sud-orientali della Sicilia, parzialmente scavate e pubblicate solo attraverso notizie preliminari.

Area geografica di applicazione: Spagna (Cadice) – Sicilia (Portopalo, Vendicari)

Maggiori info:

Antonino Mazzaglia

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Archaeology and ancient architecture in Tripolis ad Maeandrum (Denizli, Turkey)

Il Laboratorio Congiunto “Archaeology and ancient architecture in Tripolis ad Maeandrum (Denizli, Turkey)” è finalizzato allo studio del patrimonio architettonico di una grande città della Lidia meridionale.  Oggetto di scavi sistematici a partire dal 2012, condotti dall’Università di Pamukkale (Denizli), sotto la direzione di Bahadır Duman, la città di Tripolis si distingue per un centro monumentale organizzato su un sistema di piazze aperte scenograficamente verso il corso del Meandro, su cui si affacciano portici, ambienti amministrativi e magazzini.

Le attività del Laboratorio Congiunto si focalizzano sullo studio architettonico del Ninfeo Monumentale scoperto nella campagna 2016: databile nella media età imperiale, il Ninfeo fu oggetto di una imponente anastilosi nel IV sec. d.C. La facciata a più ordini, in marmi bianchi e policromi, ornata da statue ed iscrizioni, è stata rinvenuta in crollo all’interno della vasca e rappresenta un caso eccezionale, per l’ottimo stato di conservazione, per studiare un grande cantiere pubblico di età imperiale e il suo restauro tardo-antico. Lo studio ricostruttivo e il progetto di conservazione costituiscono due obiettivi centrali del Laboratorio Congiunto. Al rilievo e catalogazione dei materiali architettonici partecipano archeologi, restauratori, studenti magistrali e dottorandi italiani e turchi.

Area geografica di applicazione: Turchia

Maggiori info:

Tommaso Ismaelli

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Laboratory of Pre-hispanic Archaeological Science (LaPAS)

Il laboratorio nasce dall'esigenza di sviluppare metodologie e tecnologie per applicarle alle ricerche archeologiche e alle indagini diagnostiche e geofisiche per il patrimonio culturale che la Missione Internazionale ITACA, sotto la direzione di Nicola Masini, conduce in diversi paesi del Sud America e, in particolare, in Peru dal 2007.

L'azione di spin off del laboratorio LaPAS consentirà di migliorare l'efficiacia e l'operatività delle tecnologie di osservazione della terra e delle metodologie di analisi geospaziale e di rilievo sul campo di supporto non solo all'archeologia preventiva ma anche all'archeologia del paesaggio andino, allo studio del rapporto tra frequentazione umana e dinamiche di trasformazione ambientale, al monitoraggio dei rischi e alla diagnostica per la conservazione.

Il Laboratorio congiunto vede la partecipazione del Centro de Estudios Arqueológicos Precolombinos, diretto dall'archeologo Giuseppe Orefici, con il quale l'IBAM, attraverso la missione Itaca, conduce diverse ricerche sulla cultura Nasca, tra cui si segnalano gli studi sull'architettura cerimoniale, i geoglifi e gli acquedotti.

Area geografica di applicazione: Nasca (Perù)

Maggiori info:

Nicola Masini

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 Italia-Grecia: laboratorio archeologico congiunto per lo studio della produzione ceramica cretese

Uno dei più importanti siti dell’isola di Creta nei secoli compresi tra la fine dell’età del Bronzo ed il periodo Arcaico è Priniàs, località ove opera dal 1969 una Missione Archeologica Italiana congiunta dell’Università di Catania e dell’IBAM-CNR. Ubicato ai piedi della catena montuosa dello Psiloritis (Monte Ida), il sito consente di studiare la storia di un insediamento, dalla formazione all’abbandono, attraverso un range di evidenze complete che comprende l’insediamento, la necropoli e l’officina ceramica, un caso raro nell’archeologia dell’isola.

Poichè, per il periodo in questione, le fonti a nostra disposizione sono quasi esclusivamente archeologiche, lo studio della cultura materiale gioca un ruolo primario nella comprensione dei profondi cambiamenti che interessarono la vita delle comunità nell’età del Ferro. Di particolare importanza è la ricca documentazione offerta dale circa 500 tombe della necropoli di Siderospilia, il cui studio, ancora in corso, è stato finanziato per i primi tre anni (2012-2014) da un grant dell’INSTAP (Institute for Aegean Prehistory) ottenuto da A. Pautasso.

Il Laboratorio Archeologico congiunto Italia-Grecia stabilisce una collaborazione tra il team che opera all’interno della Missione Archeologica Italiana a Prinias e i ricercatori dell’ Institute of Nanoscience and Nanotechnology at the National Centre for Scientific Research Demokritos per lo studio della ceramica attraverso una prospettiva archeometrica. In particolare, nel corso del Laboratorio, saranno effettuate analisi petrografiche, chimiche (NAA) ed analisi sui residui organici (GC-MS). Il progetto, basato sull’analisi della ceramica proveniente dall’abitato, dalla necropoli e dall’officina ceramica, consentirà di delineare un quadro completo della produzione, distribuzione e uso della ceramica all’interno di una comunità dell’età del Ferro. 

Area geografica di applicazione: Creta

Maggiori info:

Antonella Pautasso

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M.A.T.E.R. - Man, Archaeometry, Technology, Environment, Researches

Il progetto M.A.T.E.R. (Man, Archaeometry, Technology, Environment, Researches) mira ad indagare, in una prospettiva multidisciplinare, il sito di Poliochni nell'isola di Lemnos (Grecia), uno dei più impertanti e vasti centri, insieme a Troia, Mileto e Liman Tepe sulla costa occidentale dell'Anatolia, dell'età del Bronzo.

L'attività congiunta, condivisa con il DepartmentofMaterialScience, NationalCenterforScientificResearch ‘Demokritos’ (DMS) diAtene, mette in campo un ampio potenziale di strumentazione scientifica per indagini nel campo geofisico, della diagnostica dei materiali (ceramica, litica e osso), e delle ricostruzioni paleoambientali, insieme alle più avanzate datazioni radiometriche (C-14).  

Area geografica di applicazione: Grecia

Maggiori info:

Massimo Cultraro

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Multidisciplinary Laboratory of excavations in the Lykos valley

Il Multidisciplinary Laboratory of excavations in the Lykos valley, in collaborazione tra l’IBAM e l'Università di Pamukkale, è finalizzato alla ricostruzione dei paesaggi storici nella valle del Lykos (Turchia sud-occidentale), uno dei distretti meglio conservati dell'intera Anatolia, dove, a breve distanza, si trovano tre importanti città antiche che si svilupparono in stretta relazione tra l'epoca ellenistica e quella bizantina: Hierapolis di Frigia (dove l’IBAM opera nell'ambito della Missione Archeologica Italiana), Laodicea sul Lykos e Tripolis sul Meandro (dove opera il Dipartimento di Archeologia dell'Università di Pamukkale). 

Il Laboratorio Archeologico Congiunto, che integra competenze, strumentazioni e metodologie di ricerca dei due Enti coinvolti, ha come focus quello di studiare le tre antiche città della valle del Lykos e i loro territori, con un approccio che unisca Archeologia e Scienze della Terra, al fine di indagare sia le eccezionali evidenze storico archeologiche di questo distretto sia le sue peculiari caratteristiche geologiche e ambientali.

Area geografica di applicazione: Turchia

Maggiori info:

Giuseppe Scardozzi

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R.O.M.A. – Roman baths archaeological, cOnservation and heritage MAnagement

Il laboratorio archeologico congiunto R.O.M.A. si propone di migliorare la conoscenza, i metodi e le tecnologie nel campo del patrimonio architettonico, con particolare attenzione per la documentazione, l’analisi e i sistemi di gestione dei dati, con l'obiettivo di fornire informazioni agli utenti finali, agli stakeholder e alle autorità che operano nel campo dell’analisi e conservazione del patrimonio culturale. Le attività di ricerca hanno per oggetto i Roman Baths del sito archeologico dell’antica Sagalassos (Aglasun, Turchia). Si tratta del più grande monumento pubblico mai realizzato nell’antica Sagalassos che rimase in uso per circa 500 anni, fino a quando fu in gran parte distrutto da un terremoto del VII secolo d.C.

Il laboratorio archeologico intende creare un ponte tra strumenti innovativi e strategie di gestione dei dati al fine di migliorare la valutazione e il monitoraggio del degrado, la raccolta di dati, fornendo politiche di analisi e di supporto di gestione del patrimonio culturale. 

Area geografica di applicazione: Turchia

Maggiori info:

Giuseppe Cacciaguerra

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