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A Decade for centuries

 


 

 

 

 

 

Il 2013 è stato segnato dalla ricorrenza dei novant’anni del CNR, un appuntamento importante vissuto da tutta la comunità scientifica, tecnica e amministrativa dell’Ente come un’occasione di valutazione e di riflessione su quella che è stata la nostra missione in passato e su quella che sarà in futuro.

Le celebrazioni per i novant’anni del CNR hanno offerto la possibilità di raccontare le numerose, e sempre più avveniristiche, attività scientifiche che la rete dei ricercatori in questi anni ha sviluppato mostrando, accanto alla forte interazione fra saperi diversi, la possibilità di utilizzo dei risultati e dei traguardi conseguiti.

In questi novant’anni i ricercatori hanno operato in condizioni difficili, spesso estreme, senza mai abbandonare entusiasmo, creatività, fiducia nei propri studi.

Questa forza è il segreto che ha fatto e fa avanzare la ricerca rendendola terreno fertile per favorire l’innovazione e la crescita della società.

Il CNR lo ha dimostrato con continuità a partire dagli anni della ricostruzione post bellica contribuendo a rendere più moderno e competitivo il paese. durante questi anni l’Ente ha sviluppato sull’intero territorio nazionale una importante rete di infrastrutture di ricerca, attraverso gli istituti, le aree, i laboratori, le unità operative, che gli consentono oggi di proporsi come una sorta di hub, un meta-contenitore, nel quale interessi, discipline, competenze, saperi, progetti, idee, sfide, si intersecano, si incrociano, crescono, si modificano; più semplicemente, si concretizzano in risultati di eccellenza che il CNR e i suoi ricercatori sono in grado di proporre al paese e alla comunità Europea come reali opportunità di sviluppo.

All’inizio del mio mandato, nel 2012, indicai come uno dei punti di forza più ambiziosi da raggiungere, quello di porre il ricercatore nelle condizioni di avere una vita professionale meno costretta dagli adempimenti burocratici, più semplice, sempre più al passo con le grandi sfide che la ricerca globalizzata offre e, forse, impone quotidianamente. E in più occasioni ho ribadito quanto il successo del nostro “sistema operativo”, simile a quello di un potente calcolatore, poggi sullo spirito di squadra, sulle azioni corali che tutti noi siamo capaci di generare, superando le non poche criticità che spesso siamo costretti ad affrontare.

Gli attuali indirizzi comunitari sulla ricerca scientifica su cui poggiano le strategie e la visione di medio e lungo termine - come riportato nel documento di Visione strategica decennale dell’Ente - ci invitano a un’equa distribuzione di sforzi, interessi, attenzioni e risorse per una crescita sistemica e armonica di tutte le aree scientifiche e disciplinari nelle quali il CNR opera.

Generare squilibri in un’area disciplinare piuttosto che in un’altra è un errore che sulla lunga distanza indebolisce, dequalifica e ridimensiona tutto il sistema scientifico, non solo di una parte. Ho sempre creduto, poi, nelle poliformi potenzialità scientifiche, applicative e tecnologiche che nascono da un approccio intelligente e integrato ai beni culturali, archeologici, monumentali, paesaggistici, architettonici, essi stessi sintesi esem- plari di una profonda, complessa e ancora del tutto inesplorata unità di saperi diversi.

Ho così accettato con entusiasmo di presentare questo volume che raccoglie gli interventi di quanti operano nell’istituto per i Beni archeologici e Monumentali. Questi hanno il pregio di andare oltre la descrizione delle attività dell’istituto e restituiscono il senso dell’appartenenza e dell’impegno comune volto a individuare attraverso l’avanzamento delle conoscenze e delle tecnologie un futuro alternativo e possibile per alcuni ambiti disciplinari e per un’area geografica del paese, laboratorio ideale en plein air per la ricerca sui beni culturali.

Un futuro che dovrà avere come protagonista i giovani, quegli stessi che oggi si vanno addestrando al fianco dei ricercatori esperti e che vivono le loro esaltanti esperienze formative nei laboratori, sul campo, nelle missioni archeologiche, nei grandi progetti che l’istituto ha in cantiere, in italia ed all’estero.

Dagli interventi traspare, oltre a una spiccata passione per il mestiere di ricercatore, il superamento degli steccati disciplinari, l’eliminazione della barriera della distanza tra le diverse sedi dell’istituto localizzate tra Catania, Lecce e Potenza; l’unitarietà di visione e la concretezza della missione, tratteggiata da precisi obiettivi programmatici alla cui realizzazione concorrono più di cento unità di personale.

Con piacere registro la volontà di spianare la strada per più ambiziosi traguardi già ben individuati e pienamente sintonizzati nel segno dell’innovazione metodologica e della sperimentazione di originali tecniche di studio e di analisi. Una strategia che l’IBAM attua anche attraverso un'ampia rete di rapporti con le più prestigiose università ed istituzioni di ricerca estere, aprendo le porte a contributi esterni. Rapporti e relazioni che costituiscono i mezzi più efficaci per ottenere, in tempi celeri pari alla velocità e all’evoluzione delle tecniche e del sapere, risultati di grande prestigio.

Sono profondamente grato a tutti coloro che operano nell’IBAM perché con la loro professionalità e il loro impegno hanno reso e continueranno a rendere possibile il contributo del CNR al paese nel settore dei beni culturali. E sono grato al direttore Daniele Malfitana per la capacità di trasmettere all’intero istituto entusiasmo, vivacità, aperture, assolutamente necessarie ad affrontare le grandi sfide del futuro e favorire l’incontro e il dialogo con le tecnologie e il mondo delle produzioni.

Per troppo tempo si è anacronisticamente sostenuta una diversità e una distanza fra la ricerca umanistica e scientifica dimenticando che le uniche vere differenze sono la buona e la cattiva ricerca, e che ogni attività conoscitiva, ogni progresso scientifico, tecnologico contiene e esprime frammenti di saperi più ampi ed antichi.

Sviluppare sinergie fra ricerca, tecnologia e impresa resta l’unica via per favorire l’avanzamento del sapere, ottenere successi, affermare buone pratiche: un messaggio questo che il CNR e l’IBAM hanno fatto proprio e lo trasmettono anche attraverso questo lavoro.

Luigi Nicolais, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche

 

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