| Il modulo di attività
sulle stipi votive delle città calcidesi in Sicilia continua
gli studi e le ricerche condotti dal Centro Studi sull’Archeologia
Greca sulle colonie calcidesi di Sicilia in particolare Lentini
e Catania. L’attività di ricerca si è concentrata
in questi ultimi anni nello studio di due importanti complessi votivi
scoperti nelle due città e si avvale del contributo delle
tecnologie applicate ai Beni Culturali.
La stipe votiva di Piazza S.Francesco a Catania (fig. 1-2) fu scoperta
alla fine degli anni ’50 da G. Rizza nel centro della città
moderna. Lo scavo ha restituito parte del deposito votivo del Santuario
di Demetra citato dalle fonti (Cicerone, Verrine). Costituita da
ceramiche e terrecotte figurate, la stipe catanese copre un arco
di tempo compreso tra l’inizio del VI e tutto il IV sec. a.C.
con una netta prevalenza del materiale arcaico. |
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L’attività
di classificazione, catalogazione e studio dell’abbondante
materiale in vista della pubblicazione nella serie della stipe,
ha impegnato generazioni di giovani studiosi, costituendo una valida
base didattica, impegna tutt’ora diversi ricercatori e operatori
tecnici e si avvale della collaborazione e della supervisione di
studiosi italiani e stranieri specialisti nei diversi settori. Tra
i nuclei più cospicui e di maggiore interesse, si ricordano
l’abbondante ceramica corinzia di cui lo studio riguardante
le kotylai e le coppe apre la serie dei volumi dedicati alla stipe
e riguardanti le fabbriche greco-orientali, la ceramica laconica,
quella attica a figure nere e quella calcidese. Una grande varietà
di tipi e classi è documentata dalla coroplastica: protomi
di importazione e di produzione locale, vasetti configurati, statuette
modellate a mano, statuette di korai, offerenti di porcellino dai
tipi più antichi a quelli classici, frequenti nella produzione
della Sicilia orientale del V-IV sec. a.C.
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A Lentini scavi effettuati nel 1988 in contrada Alaimo (fig. 3-4)
hanno portato alla luce un’area sacra extraurbana in cui l’origine
del culto può risalire al 2° quarto del VII sec. a.C.
e continua almeno fino alla 2° metà del V sec. a.C. Lo
studio del materiale votivo e non, ha il fine di meglio comprendere
il significato complessivo dell’area sacra individuando riti
e culti. Per la pubblicazione definitiva è stata ultimata
la classificazione tipologica e cronologica delle classi ceramiche
e dei piccoli oggetti rinvenuti, curando l’acquisizione grafica
e fotografica mediante applicazioni informatiche. Lo studio dei
materiali ceramici si è avvalso, in accordo con l’aspetto
multidisciplinare della commessa di afferenza, del contributo di
analisi archeometriche non distruttive con la tecnica X-rays Fluorescence
utilizzando la strumentazione portatile messa a punto dal Laboratorio
Nazionale del Sud dell’INFN. Si sono inoltre compiute analisi
osteologiche dei resti faunistici appartenenti agli animali sacrificati
e l’esame palinologico dei sedimenti ha fornito interessanti
indicazioni riguardo l’aspetto del paesaggio in antico. Sono
in corso indagini GC-MS (Gascromatografia associata a spettrometria
di massa), HPLC (Cromatografia liquida ad alta prestazione) volte
all’individuazione dei contenuti di alcuni vasi affidate al
laboratorio dell’Istituto di Chimica Biomolecolare del CNR.
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