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Le Sedi


  

L'Istituto è articolato su una sede principale, Catania, su due Unità Organizzative di Supporto, Lecce e Potenza, e su una Unità di Ricerca, istituita nel 2008, a Roma.

L’Istituto è stato creato nel 2001 nell’ambito del lungo processo di riforma del CNR, accorpando organi di ricerca preesistenti dislocati tutti in Italia meridionale: a Catania, il Centro di studi sull'archeologia greca attivo presso l’Università; a Lecce l'ISCOM, Istituto per la conservazione delle opere monumentali; a Potenza l'Istituto internazionale di studi federiciani.

Nel 2002, dopo una fase di commissariamento e, dunque, di necessaria sperimentazione, l’Istituto venne costituito definitivamente (Provv. ord. n. 16341 del 17.9.2002) dando vita così ad una realtà scientifica unitaria destinata a crescere considerevolmente negli anni che ha raggiunto oggi risultati scientifici di rilievo ampiamenti proiettati nel più ampio contesto internazionale.

Sin dalla fase di sperimentazione, l'aggregazione delle tre realtà di Catania, Lecce e Potenza non si è mai configurata come una fredda operazione meccanica, bensì come una fusione ed un integrazione di competenze multidisciplinari e di metodologie e prassi operative diverse sebbene strategie ed indirizzi di ricerca fossero comuni. Diversità che è stata nel corso del decennio trascorso sempre più fusa ed integrata per la costituzione di una massa critica disciplinare compatta in grado di competere sulla scena internazionale con determinazione e con una copertura ampia di professionalità.

Il direttore dell'IBAM per il periodo 2002-2010 è stato Francesco D'Andria, professore ordinario di archeologia classica nell'Università del Salento.

Dal 16 novembre 2011 è direttore Daniele Malfitana, per il quadriennio 2011-2015.

 


  

La sede di Catania

sede catania

 

Dal 2013 l’IBAM di Catania è divenuta la sede principale dell’Istituto. 

La struttura catanese presenta una realtà di ricerca attiva, sin dalla sua costituzione, nell’Università e nel Dipartimento di Scienze Umanistiche (ex Facoltà di Lettere e Filosofia) in cui peraltro è oggi posto l'Istituto nella magnifica cornice di Palazzo Ingrassia, in pieno centro storico e sull'area archeologica più antica della città di Catania.

La sede di Catania ha conosciuto, dalla sua costituzione, una graduale modifica degli interessi scientifici e del suo assetto disciplinare, specie nel corso dell'ultimo decennio. La presenza di nuove figure professionali, a partire dal 2000, ha infatti permesso un considerevole allargamento degli orizzonti disciplinari; per cui, dalla prima, esclusiva, concentrazione su tematiche relative al mondo greco, si è passati oggi a studi e ricerche che spaziano dalla preistoria all'età moderna. Notevoli e determinanti sono state, in questa sede, anche le interazioni con la ricerca universitaria (Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, Dottorati di ricerca del Dipartimento di Scienze Umanistiche, Progetti e missioni di scavo archeologico congiunto, etc.) che hanno permesso, nella gran parte dei casi, di ottimizzare le risorse e favorire una più ampia diffusione e visibilità dei risultati scientifici e di ricerca.

Il rapporto organico e consolidato negli anni con il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Ateneo di Catania disciplinato da apposita Convenzione operativa consente tutt'oggi la condivisione di spazi comuni all'interno del complesso di Palazzo Ingrassia (presso l’ex Monastero dei Benedettini) visto come vero e proprio campus "archeologico". L'edificio, infatti, ospita al pianterreno l'Istituto CNR ed il Museo di Archeologia d'Ateneo; al piano ammezzato la biblioteca di studi archeologici del Dipartimento di Scienze Umanistiche; al primo piano, la sezione archeologica del Dipartimento di Scienze Umanistiche. Un polo specializzato in cui l'interazione CNR - Università è decisamente determinante e fortemente strategica anche nei confronti del sistema didattico d'Ateneo.

Inoltre, una convenzione operativa con il Dipartimento di Fisica dell'Università (Laboratorio di analisi non distruttiva LANDIS) e l'INFN regolata dalla Convenzione Quadro tra il CNR e l’Università consente di programmare e sviluppare studi e ricerche archeometriche su manufatti ed altre classi di materiali.

Il team di ricercatori e tecnologi è attivamente impegnato in progetti di ricerca in Sicilia (colonie greche ed insediamenti indigeni) e, nel Mediterraneo, a Creta, con gli scavi di Priniàs dove una missione archeologica congiunta CNR-Università di Catania opera ormai da oltre cinquanta anni, in Albania a Durazzo in attività di archeologia urbana, oltre che in Sicilia (Catania, Siracusa, Priolo, Centuripe, Selinunte, etc). Studi e ricerche portate avanti con metodi interdisciplinari che integrano sempre più indagini bioarcheologiche, metodi computerizzati di gestione cartografica ed analisi archeometriche, studi storico-documentali, analisi tipo-cronologiche di specifiche classi di manufatti provenienti da importanti contesti di scavo, etc. e che operano lungo uno spazio diacronico che va dalla preistoria all'età moderna.

Esperienze didattico-formative d'eccellenza (Summer Schools tematiche e Master di Alta Formazione condotte in sinergia con altre Istituzioni estere e con il sostegno economico della Regione Sicilia con fondi FSE) portate avanti nell'ultimo quinquennio, insieme ad importanti convegni internazionali di studi sono serviti, infine, per proiettare su scala internazionale le attività della sede e dell'Istituto.

 


  

La sede di Lecce

sede lecce

 

La sede di Lecce posta all'interno di una moderna costruzione nel campus universitario Ecotecne di Monteroni riprende esperienze maturate nell’ex ISCOM integrate con competenze nuove e diverse legate anche all'ingresso, dal 2001 in poi, di nuove figure professionali che sono servite - come accaduto anche nelle altre sedi - ad allargare l'orizzonte di indagine disciplinare. Il Progetto Strategico CNR, Metodologie di Catalogazione dei Beni Artistici e Culturali del Mezzogiorno (Intesa di Programma MISM-CNR, L. 64. Interventi straordinari per il Mezzogiorno) consentì, attraverso un'operazione di rilevante portata, la creazione di tre laboratori: di Informatica per l’Archeologia, di Topografia Antica, di Bioarcheologia (Archeozoologia, Paleobotanica, Antropologia fisica), finalizzati alla conoscenza del patrimonio archeologico in particolare negli aspetti insediativi, territoriali e nella ricostruzione dei paesaggi antichi. Le esperienze maturate in quel contesto determinarono avanzamenti significativi nella produzione e nel trattamento di cartografie informatizzate, nei sistemi informativi dei dati archeologici territoriali, nella gestione dei dati museali e di scavo. Su questa base, in collaborazione con il Progetto Mezzogiorno CNR, fu possibile attivare collaborazioni significative per la prevenzione delle attività di scavo clandestino, stabilendo anche un rapporto operativo con l’Arma dei Carabinieri. L'attivazione di numerose convenzioni operative, le interazioni con il gruppo di colleghi dell'Università del Salento sono servite per elaborare metodologie e tecniche volte alla definizione di standard cartografici in rapporto alla schedatura dei siti archeologici.

Nello specifico si segnala che in collaborazione con l’Ufficio Responsabile dei Servizi Informativi Automatizzati del MiBACT , è stato avviato un progetto per l’organizzazione di un sistema informativo geografico nazionale con la creazione di banche dati connesse.

In Puglia, la collaborazione con la Soprintendenza Archeologica e con le Amministrazioni locali (regionali, provinciali e comunali) ha permesso di realizzare progetti dal forte impatto territoriale come a Cavallino (Lecce), il Cantiere-Scuola di Archeologia ed il Parco Archeologico.

Punto di forza della sede sono anche i Laboratori, in forte interazione con i laboratori Progetto Strategico e con docenti e tecnici dell’Università del Salento, che hanno negli anni potuto sviluppare ed implementare linee di ricerca già attive, in particolare nelle analisi archeometriche, chimicofisiche e mineralogiche applicate ai materiali lapidei e finalizzate agli interventi di conservazione applicati all’archeologia. Il "Laboratorio di caratterizzazione dei materiali", ad esempio, recentemente dotato di un microscopio elettronico a scansione (ESEM) con tecnologie applicabili alla caratterizzazione microstrutturale ed alla composizione dei materiali lapidei risulta essere particolarmente attivo su tutto il territorio nazionale.

Un'importante prospettiva di sviluppo si può riconoscere pure nella realizzazione, da parte dell’Università del Salento, del Laboratorio Tandetron, dotato di tecnologie avanzate (microscopio elettronico a scansione, microscopia ottica, spettrofotometria di fluorescenza X, etc.) per ricerche nel settore dei Beni Culturali. Su questa base si è costituito il Centro di ricerca e servizi per la diagnostica dei materiali archeologici.

Con i Laboratori del Progetto Strategico e con i Laboratori archeometrici (diagnostica temporale e di caratterizzazione) del Dipartimento di Beni Culturali e del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento si sono attivate svariate forme di collaborazione nell’ambito della Convenzione Quadro tra l’Università di Lecce e CNR, approvata nell'aprile 2002.

 


 

La sede di Potenza 

sede potenza

 

La sede di Potenza è situata oggi nell’area di ricerca di Tito Scalo. L'originaria sistemazione presso il Castello di Lagopesole dove aveva sede l'Istituto internazionale di studi federiciani è stata definitivamente mutata nel corso dell'ultimo quinquennio a seguito degli enormi costi di gestione e funzionamento della struttura.

Il precedente Istituto aveva sviluppato studi e ricerche sull'età medievale che restano tuttora linee di indagini trainanti della sede. Nel tempo, però, l'ingresso in organico di nuove competenze ha fatto, in buona parte, abbinare interessi specificamente storici a filoni prettamente tecnologici e di diagnostica applicate non solo alle realtà monumentali ma anche a piccoli e grandi contesti territoriali. Così, all’iniziale impostazione umanistica si è affiancato negli anni un approccio interdisciplinare tecnico-scientifico, oggi in buona parte prevalente, che ha permesso di allargare l’orizzonte metodologico alla diagnostica in situ per i beni culturali, alla sismicità storica, allo studio dei rischi naturali a cui sono esposti beni archeologici e monumentali, alla fisica tecnica applicata alla conservazione del patrimonio architettonico, alla ricerca archeologica e le discipline ausiliarie quali su tutte il telerilevamento da aereo e da satellite e la geoarcheologia.

Iniziative scientifiche di elevato prestigio, sinergie con istituzioni scientifiche italiane ed estere ed il vivace dinamismo che contraddistingue gruppi di ricercatori attivi nella sede potentina caratterizzano l'unità organizzativa che dialoga proficuamente con le altre sedi dell'Istituto.

L'attivazione di missioni archeologiche estere (Perù) sta consentendo di ottenere risultati importanti, specie per la sperimentazione e l'applicazione sul campo di metodologie operative all'avanguardia.

 


  

L'Unità di ricerca di Roma

 

L'Unità di ricerca di Roma attualmente allocata in alcuni ambienti del complesso CNR a Piazzale Aldo Moro a Roma, istituita nel 2008 costituisce un'appendice centro italica dell'IBAM. Essa è nata dall'esigenza di dare spazio a studi e ricerche prima affidate a strutture interne del CNR poi soppresse col processo di riforma dell'Ente.

L'Unità di Ricerca sviluppa, in piena sintonia con il team di archeologi e topografi dell'Università del Salento, metodologie di studio sui paesaggi antichi, elabora sistemi informativi territoriali all'avanguardia e dialoga attivamente con le altre sedi dell'Istituto, specie con la sede di Lecce, dove vengono sviluppate in stretta coesione ricerche similari sui paesaggi e gli insediamenti antichi.

Le forti interazioni con il Ministero dei Beni Culturali, con il nucleo tutela del patrimonio culturale dell'Arma dei Carabinieri, oltrechè con le Regioni dell'Italia meridionale, specialmente Campania, hanno permesso, in questi anni, di conseguire risultati scientifici di significativo spessore consentendo anche un cospicuo ingresso di risorse finanziarie.

 

 


 

 

URT di Cosenza

 

L’Unità di Ricerca presso Terzi (URT) dell’IBAM per la tutela, il restauro e la conservazione dei beni culturali ha sede presso il Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Università della Calabria. 

L’URT di Cosenza è finalizzata al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

- diagnostica su materiali lapidei (rocce) e su manufatti di origine artificiale (malte, intonaci, laterizi, ceramiche, etc.) utilizzati nell’edilizia storico-archeologica;

- analisi e indagini archeometriche su materiali di interesse archeologico e monumentale (ossidiane, ceramiche, vetri, ecc.);

- ricerche per lo sviluppo di protocolli di intervento nel campo della conservazione e del restauro del patrimonio culturale;

studio e sintesi di consolidanti e protettivi (organici e inorganici) e loro effetto sulle proprietà fisiche di materiali naturali e artificiali utilizzati nell’architettura storica e archeologica;

studi di geofisica applicata al patrimonio archeologico e monumentale.

L’Unità di ricerca per la tutela, il restauro e la conservazione dei beni culturali occupa una posizione strategica nel quadro del Meridione d’Italia, a breve distanza dalle tre sedi dell’IBAM, dislocate a Catania, Lecce e Potenza, che permette di operare in stretta sinergia sul territorio. Inoltre, è possibile avviare attività di collaborazione con Istituzioni scientifiche, Musei, Enti territoriali, di ricerca e di tutela, sia italiani che stranieri che operano nel campo del patrimonio culturale e ambientale del Mediterraneo. Essa, infatti, permette di attuare accordi di collaborazione, contratti di ricerca e prestazioni per conto terzi, contribuire alla formazione e al perfezionamento del personale scientifico e tecnico, anche nell’ambito di corsi di laurea e di diploma, di dottorati di ricerca, di scuole di specializzazione e perfezionamento e di scuole dirette a fini speciali.

 

Contatti:

Responsabile URT di Cosenza

In attesa di nomina

Indirizzo

c/o Università della Calabria – Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra

via P. Bucci 12b - 87036 Arcavacata di Rende (CS)

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 


 

 

URT di Palermo

L’Unità di Ricerca presso Terzi (URT) dell’IBAM ha sede presso il Gruppo di Azione Locale G.A.L. Metropoli Est società consortile a.r.l. e opera nei seguenti ambiti: economia dei beni culturali, economia rurale e economia del mare (blue economy). L’URT nasce al fine di creare un Osservatorio Permanente sulle politiche di Coesione e un Centro Euromediterraneo di progettazione, documentazione e studi al fine innescare processi virtuosi a supporto della competitività del sistema scientifico e industriale operante nel settore del patrimonio culturale e del turismo culturale regionale, settori ritenuti prioritari nell’ambito della Strategia Regionale per la Specializzazione Intelligente 2014 - 2020.

L’URT, pertanto, persegue i seguenti obiettivi prioritari:

applicare competenze in materia di progettazione comunitaria e creare strategie territoriali di sviluppo per il patrimonio culturale e ambientale; 

attivare azioni mirate a migliorare l'incontro tra mondo della ricerca e PMI per permettere la diffusione di conoscenza e il trasferimento tecnologico nel campo del patrimonio culturale e ambientale anche attraverso modelli di sperimentazione integrata;

realizzare ricerche multidisciplinari sul patrimonio culturale al fine di attuare lo sviluppo di strumenti di gestione, tutela e valorizzazione del territorio;

realizzare programmi di comunicazione, concertazione e confronto sulle tematiche di sviluppo locale al fine di creare un collegamento permanente tra enti di ricerca, università e imprese per lo sviluppo dei territori.

 

Contatti:

Responsabile URT di Palermo

Dott. Giuseppe Cacciaguerra

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Indirizzo

Via Litoranea, S.P. 23 Aspra - S.Elia - Comune di Santa Flavia (PA) - CAP 90017

 

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